Chirurgia: In Italia prima protesi 'copri-anca' senza cemento

ADNkronos-logoChirurgia: In Italia prima protesi 'copri-anca' senza cemento

Rivestimento invece di sostituzione riduce il dolore e migliora possibilità prestazioni

Roma, 28 apr. (Adnkronos Salute)- Primo intervento in Italia per l'impianto di una protesi 'copri -anca' senza l'uso del cemento, a totale ancoraggio biologico. Rivestire l'anca con materiale tecnologico antiusura, invece 'aggredire' l'osso, è la nuova frontiera - meno invasiva, più conservativa e particolarmente adatta ai giovani pazienti - in questo settore della chirurgia ortopedica. Ed ora si fa un ulteriore passo avanti per rendere: ancora più 'naturale' e meno doloroso l'intervento, di maggiore durata l'impianto e per consentire al paziente di tornare a svolgere prestazioni fisiche altrimenti limitate.

{HTML}
<span align={quot}left{quot} id={quot}preview{quot} class={quot}newsImg{quot}>
<embed type={quot}application/x-shockwave-flash{quot} src={quot}http://www.adnkronos.com/IGN/config/player/player.swf{quot} width={quot}400{quot} height={quot}318{quot} style={quot}float:left; margin-right:10px{quot} id={quot}apm{quot} name={quot}apm{quot} bgcolor={quot}#ffffff{quot} quality={quot}high{quot} allowfullscreen={quot}true{quot} allowscriptaccess={quot}always{quot} wmode={quot}trasparent{quot} flashvars={quot}image=http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Video/Thumbs/23074.jpg{amp}amp;file=http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Video/23074.flv{amp}amp;plugins=dcinstream{amp}amp;dcinstream.admessagedynamic=Questa pubblicità si chiuderà in XX secondi{amp}amp;dcinstream.admessagedynamickey=XX{amp}amp;dcinstream.admessagestatic={amp}amp;dcinstream.ad.tag=http://ad.it.doubleclick.net/pfadx/adnkronos.home/video;sz=450x340;pos=1;tile=3;ord=648329483810812?{amp}amp;dcinstream.ad.position=pre{amp}amp;dcinstream.ad.bandwidth=high{quot}>
</embed>
</span>
{/HTML}L'intervento innovativo è stato realizzato da Koen De Smet e Alessandro Calistri, che dirigono l'Anca Clinic, centro con sede a Roma e a Ghent (Belgio), esperti nelle protesi di rivestimento dette anche 'di superficie'. "Su queste protesi - spiega all'Adnkronos Salute Calistri - i recenti dati scientifici sono molto esaltanti. La differenza rispetto al passato è che rivestono completamente l'anca e ne lasciano immutato il collo e la testa. Mentre nella protesi tradizionale è necessario un taglio chirurgico in cui si rimuove una parte di osso. Con la nuova tecnica si ricopre la cartilagine usurata e il trauma è ridotto notevolmente".

 

Non solo. Se normalmente gli impianti tradizionali si usurano sempre di più con il passare del tempo "in questi casi la percentuale di usura con il tempo diminuisce, quindi il risultato dell'intervento si mantiene a lungo. E questo è particolarmente utile nei pazienti più giovani. Questa tecnica è nata proprio per loro (soprattutto pazienti con problemi legati a patologie pediatriche) per conservare più osso possibile nel caso in cui fosse necessario, nel tempo, una nuova protesi". (segue)

(Adnkronos Salute) - Il nuovo intervento, realizzato nella sede romana dell'Anca Clinc, "rappresenta una nuova evoluzione", spiega ancora Calistri.

"L'artroprotesi - continua- è composta da due parti: quella acetabolare, che sta nel bacino, e quella femorale. Normalmente la parte acetabolare si incastona e poi biologicamente l'osso cresce nella protesi, e lì rimane ancorata. La parte femorale viene cementata per bloccare sull'osso. Quello che abbiamo fatto, per la prima volta nel nostro Paese, su un paziente di 60 anni (quindi relativamente giovane per la protesi, con una aspettativa di vita lunga), è inserire un impianto di rivestimento, in cromo cobalto, non cementato anche la parte femorale che viene quindi incastonata. In pratica si è fatto ancora un passo avanti per rendere ancora più biologica la protesi".

L'intervento è stato realizzato ieri, il paziente "già cammina con le stampelle. Ma il vantaggio per il paziente è la riduzione del dolore, la maggiore stabilità, la possibilità di essere da subito più suo agio nel movimento. Inoltre può tornare a ottenere prestazioni nel movimento più difficili con altri tipi di protesi", conclude Calistri.