Chirurgia: Debutta a Roma Protesi d'Anca Bilaterale Per Giovani Sportivi

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Chirurgia: Debutta a Roma Protesi d'Anca Bilaterale Per Giovani Sportivi

Mer 3 Feb - 14.16

Roma, 3 feb. (Adnkronos Salute) - Ha fatto il suo debutto nella Capitale una nuova tecnica di protesi d'anca bilaterale di superficie. Un sistema innovativo per l'Italia, ma già utilizzato con successo in altri Paesi, che promette grossi vantaggi nella riabilitazione ed è particolarmente indicato per persone giovani, che fanno sport e, dopo l'intervento, non intendono rinunciare a tuta e scarpe da ginnastica. "Le prime operazioni di resurfacing bilaterale d'anca, con protesi in cromo-cobalto, sono state eseguite in dicembre a Roma su un uomo di 41 anni e una donna di 43, entrambi con artrosi bilaterale", spiega all'ADNKRONOS SALUTE il chirurgo Alessandro Calistri, 32 anni, specialista in ortopedia e traumatologia che ha operato i due pazienti e collabora con il pioniere della chirurgia protesica dell'anca, il belga Koen De Smet, sia in Belgio che in Italia. "Oggi entrambi sono già tornati a fare sport". I 'pazienti zero' - un giovane molto sportivo e una mamma che aveva sempre fatto attività fisica prima dell'artrosi, e ora è tornata a cimentarsi in nuoto e jogging - sono secondo lo specialista ideali per illustrare i vantaggi di questo approccio. "Infatti questo intervento - spiega l'ortopedico - consente, una volta impiantate le protesi, anche di correre la maratona. Anziché togliere il collo del femore, questo si pulisce e si incappuccia. Risparmiando l'osso, si permettono inoltre ulteriori eventuali operazioni". Oggi l'Italia vanta un record europeo nel numero di protesi d'anca annuali, circa 70 mila contro le 150 mila in tutta Europa. "Non siamo un polo di attrazione europeo in questo settore - rileva Calistri - dunque forse questi numeri eccessivi sono spia di un problema". Secondo Calistri ci sono infatti molti fallimenti, e i costi sono troppo elevati. "L'approccio bilaterale è particolarmente utile, quando c'è l'indicazione, perché intervenire in un'unica seduta porta non solo a una contrazione dei costi, ma anche dei tempi della riabilitazione, evitando al paziente oltretutto i fastidi di un doppio intervento". Il fatto è che in Italia fino a pochissimo tempo fa questo intervento, promosso da studi internazionali, non si faceva. "Occorre ridurre al minimo i tempi chirurgici, e questo è possibile solo in centri altamente specialistici". Proprio l'esperienza di De Smet nella sua clinica in Belgio, l'Anca Medical Center (Amc) di Ghent, dove sono sono stati eseguiti oltre 200 interventi di questo tipo, "ci ha permesso di ottimizzare i tempi e praticare anche in Italia il resurfacing bilaterale". L'operazione dura quasi 3 ore, in anestesia totale e senza la necessità di trasfusioni di sangue. I pazienti tornano in piedi dopo un giorno e la riabilitazione, più delicata del solito per i primi 5 giorni "perché si ha la sensazione come di 'galleggiare', poi diventa "assolutamente 'in discesa': non c'è, infatti, lo sbilanciamento tra l'anca operata e quella non trattata", conclude lo specialista.

http://it.notizie.yahoo.com/7/20100203/thl-chirurgia-debutta-a-roma-protesi-d-a-6a24347.html